Il tormento e l’estasi

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La cupola della Cappella Sistina. Uno dei più grandi capolavori artistici italiani. Opera di Michelangelo Buonarroti (Charlton Heston) su commissione di Giulio II, Giuliano della Rovere (Rex Harrison). Oltre a raccontare la realizzazione dell’affresco e dell’arte in generale, la storia si concentra sulla disputa tra l’artista e il pontefice.

Il tormento e l’estasi non si concentra sulla decorazione della Cappella Sistina da parte del Buonarroti ma vuole innanzitutto raccontare il rapporto tra due uomini. Da una parte abbiamo uno dei più grandi artisti della storia, conscio delle sue capacità e del suo valore. Dall’altra abbiamo la guida della cristianità, un sovrano e un politico (forse, probabilmente suo malgrado). 

La storia mostra come Michelangelo e Giulio II si scontrino di continuo, ognuno fermo sulla propria posizione. Arrivando alla fine a sostenersi a vicenda e a capirsi. Prima è l’artista ad avere bisogno del pontefice per portare a compimento il proprio lavoro. Poi tocca a Michelangelo far capire a Giulio che non ha ancora finito il proprio compito, che Roma ha ancora bisogno di lui. 

Ma in questo film c’è molto di più che il rapporto fra due personalità di ferro. Si parla di arte, argomento scontato. Grazie ai personaggi di Bramante, di Raffaello e della famiglia Medici si discute su cosa sia l’arte e su chi serva chi. La risposta la fornisce Michelangelo stesso all’inizio, discutendo con Bramante: tutti sono soddisfatti, i committenti hanno opere che li onorino e gli artisti hanno lavoro.

Se il vino non è sincero si butta via“. Questo è ciò che risponde un bottegaio a Michelangelo quando questi gli fa notare che il suo vino fa schifo, prima di rompere la botte appena aperta e buttarne via il contenuto. Una frase che spinge l’artista a distruggere il lavoro compiuto fino ad ora e ricominciare dall’inizio, per realizzare qualcosa di degno della cappella. 

Il tormento e l’estasi è raccontato nel titolo. Un travaglio fisico e spirituale che porta un uomo a compiere un’opera in cui “c’è più amore rispetto a quello che può esserci fra un uomo e una donna”

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